In uscita il nuovo numero della Rivista Eurasia

E’ in uscita il n. 4/2012 della Rivista di studi geopolitici “Eurasia”, dedicato al controverso rapporto tra Islam e islamismo. Come e in che modo, il fanatismo settario ed eterodosso presente nel variegato mondo islamico danneggia e, addirittura, mira a distruggere lo stesso Islam tradizionale: è questo il filo conduttore dei numerosi saggi pubblicati in questo numero. Tra i vari contributi, anche quelli di due degli autori del libro.
Il primo, di Alessandro Lattanzio, è intitolato Gülen, Erdogan, Ergenekon e la CIA: Fethullah Gülen è un influente ex-imam turco, il quale ha fondato e dirige, assieme al suo vice Nurettin Veren, un movimento religioso (MFG o Movimento Fethullah Gülen) che ha sede in Turchia e vanta 4 milioni di seguaci in tutto il mondo. Nel 1998 Gülen fuggì negli USA, per evitare le indagini circa il suo coinvolgimento in un golpe in Turchia. Bill e Hillary Clinton, e la CIA, lo accolsero e lo presentarono come uno “straordinario studioso e pacifico riformatore laico dell’Islam”. Oggi Barack Obama ha nominato Dalia Mogahed suo consigliere sull’Islam. Ovviamente Mogahed è un gülenista.
Il secondo, di Andrea Fais, è intitolato Xinjiang: estremismo wahhabita e secessionismo ed è dedicato proprio alla complessa regione autonoma cinese: in Cina la comunità musulmana conta 20 milioni di fedeli appartenenti a varie nazionalità; almeno la metà di loro è stanziata nel territorio della Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang, nodo strategico della Via della Seta, che rappresenta per Pechino una delle più promettenti prospettive sociali, politiche ed economiche degli ultimi vent’anni. Qui l’estremismo wahhabita si è innestato sulle pulsioni secessioniste sostenute ed alimentate da centrali statunitensi.
Il terzo, sempre di Andrea Fais, esula dal dossario ed è presente nella rubrica “Continenti” col titolo Cina-USA: l’alba di una nuova guerra fredda: malgrado le frasi di circostanza pronunciate da Hillary Clinton durante l’ultimo vertice dell’AIPAC, appare presumibile che il teatro marittimo di confronto del XXI secolo non sarà l’Oceano Pacifico, bensì l’Oceano Indiano. Le forti alleanze strette da Pechino con Teheran, Islamabad e Rangoon lasciano supporre quali potrebbero essere i reali motivi della razionalizzazione delle truppe nel Sud Est asiatico e in Australia stabilita dalla nuova dottrina militare degli Stati Uniti, nonché della rinnovata alleanza di Washington con le petro-monarchie del Golfo e con la Fratellanza Musulmana: contenere la Cina e bloccarne i tentativi di cooperazione con i Paesi del Vicino Oriente e dell’Africa.

Il nuovo numero della Rivista di studi geopolitici “Eurasia”, sarà disponibile a partire dal 28 novembre, presso i cataloghi on-line della casa editrice all’Insegna del Veltro e della casa editrice Anteo.
In alternativa, sarà reperibile nei giorni successivi presso tutti i punti vendita autorizzati.

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